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PiazzettaVergani.org è un blog curato dal Gruppo Cronisti Lombardi e intende da un lato essere un tributo al collega Guido Vergani scomparso nel 2005 e dall'altro un momento di confronto su temi politici, sociali ed economici.

FERRUCCIO DE BORTOLI: LETTERA A GUIDO

Caro Guido,
Provo ad immaginare un’ideale lettera inviata alla tua posta pubblica. Milano nella sua scomposta ansia di modernità spesso dimentica in fretta, ma con te il ricordo, l’affetto e la riconoscenza crescono con il tempo. Segno che hai seminato bene da perfetto agronomo, tu che eri un po’ disordinato.

Ai milanesi manca il loro milanese per eccellenza. Un amico con cui confidarsi, con cui scherzare. Non sono parole di circostanza. Del resto se c’era una cosa che ti faceva perdere la proverbiale calma e quel nobile distacco popolare che hai sempre avuto, era proprio la retorica ampollosa di alcune ritualità cittadine. Il velo di ipocrisia di molte istituzioni e di troppi personaggi. Quel garbo un po’ finto che a volte sconfina in un disprezzo che la città non merita.

Milano siamo anche noi. Siamo soprattutto noi. Certo, abbiamo tutto il diritto di lamentarci per le molte cose che non vanno e, credimi Guido, non è cambiato molto da quando ci hai lasciato, anzi qualcosa è peggiorato. Tu ci richiamavi con il sorriso e la tua capacità di trascinatore (avresti potuto anche fare l’attore, non solo il giornalista!) alle nostre responsabilità di cittadini. Milanesi si è solo se si è attivi, se si partecipa, se ci si preoccupa, se ci si arrabbia. Quello che dormono soltanto nella nostra città, ci abitano ma non ci vivono, non sono milanesi. Sono ospiti irrispettosi. Il vero milanese c’è, sempre. Milano è uno stato d’animo e un luogo dello spirito. Il milanese, il tuo milanese, gira curioso, ha la solidarietà nel suo codice genetico e culturale, si mostra orgoglioso dei primati (tanti) della sua città. Non è egoista. Non fa finta di niente, non volta le spalle, né scappa al mare o in montagna ogni weekend.

Ora hai un giardino a tuo nome, caro Guido. Fai in modo che vi passino molte persone. E chissà che non vengano coinvolte dallo straodinario senso civico che ci hai lasciato in eredità e che è nell’aria. E speriamo che facciano di più per la loro città. Anche protestando, quando serve. Questa è una città viva, grande, che non sa quanto spreca ogni giorno delle sue immense potenzialità, ma che non può più permetterselo. Le grandi stagioni della milanesità sono state quelle del lavoro, della creatività e della solidarietà. Quelle che tu hai descritto con molto amore e senza enfasi. Solo cronaca, basta quella. Fatta bene. Ciao

Ferruccio de Bortoli

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