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PiazzettaVergani.org è un blog curato dal Gruppo Cronisti Lombardi e intende da un lato essere un tributo al collega Guido Vergani scomparso nel 2005 e dall'altro un momento di confronto su temi politici, sociali ed economici.

VIOLA VERGANI: PAPÀ

“Un padre ragazzo, scapocchione. Un padre dalle sette alle otto”, una volta mi ha scritto.
Non ho mai vissuto con lui ma più crescevo e più cresceva il mio naso, e la mia faccia si allungava…somigliando con prepotenza a un signore balbuziente che poco, fino allora, conoscevo. Faccione che ahimè sembrava poco seguire i lineamenti di mia madre, che al contrario trovavo bellissima, e che mi “tirava grande”.
Non ero insomma per niente d’accordo con il dna e quell’eredità dei lineamenti di un padre da dividere.
A pesare sulla canappa in crescita c’era anche quel cognome che le poco intelligenti maestre o professoresse del caso caricavano di (vane) aspettative.
Ma la vita è strana e, come non a torto diceva lui, alla fine è giusta.
E così, dopo questa premessa e dopo questi 36 anni, mi ritrovo da tempo ad essere veramente orgogliosa di avere ereditato il nasone (che ha fortunatamente rallentato la sua crescita), il faccione, il cognome e….tutto quello che si tramanda attraverso le misteriose vie del sangue.
Come la maggior parte delle persone, io e mio fratello abbiamo avuto un’infanzia non facilissima. Nostro padre è stato un uomo che è andato incontro alla vita a braccia (molto) aperte e purtroppo, inevitabilmente, qualcuno ne ha sofferto.
Nei nostri momenti difficili non ha però esitato a dedicarsi completamente a noi con un grande senso di responsabilità.
Avevo 17 anni. Ecco, io ho iniziato a scoprirlo proprio in quel periodo di mia adolescenza scapestrata. Si è tra di noi aperto un canale di comunicazione che ha aumentato di anno in anno la conoscenza, il rispetto reciproco e l’amore, creando un dialogo che, anche scontrandoci, abbiamo avuto voglia di mantenere nel tempo.
E’ stato un uomo e padre di una grande generosità d’animo.
E quello che mi rimane è talmente forte e meraviglioso che tutte le sofferenze di crescita svaniscono senza quasi avvertimento…
Ho avuto un gran fortuna ad averlo conosciuto, grande. Ringrazio la vita che gentilmente me ne ha dato la possibilità.
Nonostante la forte ipocondria (anch’essa tramandata), il grande coraggio, l’ironia e l’eleganza con cui mio padre ha affrontato la malattia e la morte sono stati il più grande insegnamento che ha trasmesso (e non solo a me) ed il più importante e bel regalo della vita. Ringrazio lui, me, la nostra famiglia, tutto e tutti per questo.
L’ironia e soprattutto la grande autoironia che lo ha accompagnato sino alla fine. Ecco, potrei quasi vederlo salutarci canticchiando canzoni di De Sica.
Una mattina ha chiesto all’amata Monique di chiamare a raduno tutta la numerosa famiglia. Non stava per nulla bene e credeva fosse arrivato il momento.
“Vostro padre non sta bene e vi vorrebbe tutti qui adesso”.
Accorgendosi poi dell’errore e che l’ora dei saluti non era ancora arrivata, le ha sussurrato:
“Monicona mia, falso allarme!…e adesso vediamo chi arriva prima”

Come si fa a non scrivere anche questo di un uomo che ha rispettato così tanto la vita e i suoi propri figli, e che io ho amato così tanto?

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