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PiazzettaVergani.org è un blog curato dal Gruppo Cronisti Lombardi e intende da un lato essere un tributo al collega Guido Vergani scomparso nel 2005 e dall'altro un momento di confronto su temi politici, sociali ed economici.

GIANGIACOMO SCHIAVI: CARO GUIDO

Caro Guido,

c’ è ancora posta per te. Pensavi di cavartela lasciandoci soli a tappettare sulla tastiera di Milano e invece ti abbiamo fregato. Dovrai sbuffare e sospirare sui lamenti di questa città come quando ti toccava rispondere ogni giorno ai lettori del Corriere, e passavi ore a cercare prove, documenti, risposte, affondando dolcemente nei ricordi.

Con una magia virtuale ci siamo collegati al cielo. I cronisti lombardi hanno creato un sito, un blog, e l’ hanno trasformato in una piazza. Una piazza di quelle che mancano a Milano, dove ci si trova, si beve un caffè e si discute. Piazzetta Vergani sarà un piccolo rifugio, una baita di città dove ci si può scaldare il cuore ma dove si messaggerà senza limiti, dove qualcuno depositerà una proposta, un’ idea o uno sfogo.

Mi hanno chiesto di farti il riassunto delle ultime puntate. Di aggiornarti sugli ultimi mesi che ti sei perso, dal nuovo sindaco (una donna, scommetto che la novità ti sarebbe piaciuta) alla rivolta di Chinatown (un dialogo mancato, scommetto che ti saresti arrabbiato).
Dovrei aggiungere quello che già sai, l’ inciviltà diffusa, il menefreghismo strisciante, l’ inquinamento che non molla, il caos del traffico, i sopralzi esagerati, i parcheggi in centro, i marciapiedi sporchi, l’ avanzata del mattone che trasformerà la vecchia Fiera e chiuderà il buco nero di Garibaldi Repubblica e porterà un po’ di centro a Rogoredo…
Scusa, ma io disobbedisco. Il messaggio che ti mando è un altro. Viene da tanti giovani, da quei trentenni che hai salutato come novità nel panorama piatto della politica cittadina, dai «nuovi» che hai inseguito per anni e oggi sono i creativi del salone del design, dai ragazzi delle scuole che vanno a vedere «Dialogo nel buio» all’ Istituto dei ciechi, la mostra che non mostra ma ci fa vedere quello che a volte non vogliamo vedere, e sono i fremiti della vita, cioè le emozioni, i sentimenti, le paure, il coraggio che neanche le tenebre possono nascondere.
Loro chiedono parole forti alle quali aggrapparsi in un immaginario albero dei giornali, vogliono sogni, speranze, vogliono una vita raccontabile come lo sono tutti gli amori, e come può esserlo l’ amore per la loro città. Ce lo hai insegnato, come hanno fatto Emilio Tadini, Giovanni Raboni, Alberto Malliani, il Simonetta e i grandi vecchi, da Afeltra a Cederna a Testori a Montanelli, quelli che oggi restano una bussola per molti di noi. Piazzetta Vergani nasce anche per questo, per onorare un impegno civile che Milano dovrebbe appuntarsi sul petto, come una medaglia.

Vorremmo leggerci gli sfoghi, ma anche la storia; i lamenti ma anche la cultura della memoria. Hai già capito e forse stai bofonchiando che non si può mai stare tranquilli, che lontano dal Radetzky non si può nemmeno brindare in santa pace allo scudetto dell’ Inter, a quello che non abbiamo festeggiato con Roberto Vecchioni in quel maledetto pomeriggio del 2002…

È vero. Ti abbiamo richiamato in servizio. Ma questa volta non devi correre dietro una notizia. I giovani cronisti e i tuoi amici, i milanesi, ti daranno una mano. Coraggio, ricominciamo.

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