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INTIMIDAZIONI A CRONISTA: INTERVIENE IL GRUPPO CRONISTI LOMBARDI / la risposta del sindaco di buccinasco e lo scambio di lettere con il presidente del GCL
Il Gruppo Cronisti Lombardi ha diffuso oggi, 28 dicembre, il seguente comunicato:
“Il Gruppo Cronisti Lombardi ha preso visione dell’intervento che il sindaco di Buccinasco, Loris Cereda, ha tenuto nel corso della seduta del consiglio comunale del 19 novembre 2007 . In particolare la Presidenza si è soffermata ad esaminare il passaggio in cui il sindaco affronta il tema di una intervista al Procuratore antimafia Ferdinando Pomarici apparsa il 13 novembre sul quotidiano freepress “City” a firma di Davide Milosa. Il sindaco, riferendosi a una frase tra virgolette del dottor Pomarici riportata dal giornalista, ne trae spunto per definire il collega Milosa “personaggio pericoloso” e da “isolare” nonché per attaccarlo pesantemente sul piano della sua dignità professionale.
Nel sottolineare che il dottor Pomarici, interpellato dal sindaco in proposito e secondo le affermazioni del sindaco stesso, non ha smentito la frase incriminata, e senza voler per questo escludere che a fronte di una domanda precisa con riferimenti a Buccinasco e Corsico il giornalista possa aver frainteso la relativa risposta, il Gruppo Cronisti respinge fermamente le affermazioni del sindaco di Buccinasco (e quelle di altri consiglieri comunali contro i giornalisti, riportate negli interventi a verbale della seduta), ritenendole lesive della dignità professionale del collega Davide Milosa e di tutta la categoria.
Rileva come in un Paese democratico il rispetto dei ruoli sia essenziale, così come lo è il diritto di cronaca, di critica e di replica sia da parte dei giornalisti sia, come in questo caso, dei politici, purché si mantenga nell’ambito di un confronto civile e senza toni offensivi o da crociata.
Nessuno ha il diritto di “isolare” o di mettere alla gogna chicchessia, soprattutto quando il presunto colpevole abbia esercitato in modo corretto, fino a prova contraria, le sue prerogative affrontando temi di importante impatto per la vita sociale ed economica di un’area o di una città”.
Milano, 28 dicembre 2007
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Questa la risposta del Sindaco di Buccinasco
Alla c.a. del
Presidente Gruppo Cronisti Lombardi
Rosi Brandi
Oggetto: Davide Milosa e Consiglio Comunale del 19 novembre u.s.
Caro presidente,
Faccio riferimento al Vostro comunicato stampa del 28 dicembre 2007, per ribadire che non intendo negare di aver parlato di Milosa nel Consiglio comunale in questione con determinati attributi. Ma ho troppa stima della categoria dei giornalisti (alla quale anche io appartengo in qualità di direttore responsabile del mensile del comune di Buccinasco) e dell’importantissima funzione che svolgono per la collettività, per poter credere che un gruppo importante come quello che Lei presiede pensi che nel mio intervento volessi in alcun modo ledere la dignità professionale della categoria. Anzi, proprio la stima che ho della categoria mi suggerisce che Milosa prima di chiudere il Suo articolo almeno una telefonata poteva farmela.
Ma veniamo ai fatti così da non parlare in astratto. Il collega Milosa su City dello scorso 30 ottobre concludeva la sua indagine su ipotetiche infiltrazione mafiose nel sud Milano riportando questo virgolettato del Procuratore aggiunto della Repubblica, Ferdinando Pomarici “A Buccinasco non si spara solo perché il controllo mafioso è totale”. Bene, ho ritenuto che queste parole potessero essere lesive della dignità dei miei concittadini e, allo stesso tempo, sottintendere che la stessa politica e l’amministrazione fossero a loro volta controllate. Soprattutto mi è sembrato davvero strano, e improbabile, che tali considerazioni potessero essere state rilasciate da una persona accorta e navigata come il dottor Pomarici.
Ne ho chiesto conto direttamente a Pomarici. Ecco la risposta: “Gentile signor Sindaco, con riferimento alla sua missiva in data 16 novembre, preciso di non avere letto l’articolo che riportava mie peraltro sintetiche dichiarazioni relative alla presenza di infiltrazioni mafiose sul territorio di diversi Comuni dell’hinterland milanese, e di non essere pertanto in grado di valutare l’aderenza dell’intervista al mio pensiero”. E aggiunge: “Ricordo però di aver dichiarato, a domanda del giornalista che rilevava la relativa assenza di episodi omicidiali, che non sempre tale tranquillità sia significativa di una assenza di infiltrazioni mafiose, in quanto può essere anche attribuita ad una situazione ormai consolidata di controllo del territorio”. E ancora: “Certamente invece escludo di avere mai ipotizzato e quindi riferito di una situazione di controllo della pubblica amministrazione, né tantomeno dell’attuale amministrazione del Comune di Buccinasco, sicché non comprendo il motivo del suo risentimento”.
Dunque, è lo stesso Procuratore Aggiunto della Repubblica a confermare, nero su bianco, di non aver mai parlato di Buccinasco, quanto piuttosto di “diversi comuni dell’hinterland”. Quindi chiedo a lei, caro presidente, dov’è il rispetto della verità sostanziale dei fatti, una delle prerogative, forse la più importante, per chi esercita la professione giornalistica? Lungi da me insegnare un mestiere a chi lo fa da tanti anni, o processare qualcuno, ma sarà d’accordo con me nel considerare alcune affermazioni di Milosa un pochino forzate o forse suggerite da qualche sedicente politico che di certo non ha a cuore la cittadina in cui vive… Mi perdoni lo sfogo, da quando mi sono insediato sono stato oggetto di insulti gratuiti e pretestuosi da parte di una cattiva politica male amplificata da una stampa a volte disattenta.
Con rinnovata stima e fiducia
Loris Cereda
Sindaco di Buccinasco
Ps. Ovviamente non tocca a me rispondere delle affermazioni di consiglieri comunali che non appartengono al mio schieramento, e dei quali, stranamente, non viene neanche fatto il nome.
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A seguito della lettera del Sindaco Cereda, il presidente del Gruppo Cronisti Lombardi, Rosi Brandi ha così risposto:
Egregio Sindaco Cereda,
La ringrazio per la Sua circostanziata risposta alla nostra nota del 28 dicembre 2007: è un segno di attenzione e di rispetto verso la problematica evidenziata dal Gruppo che presiedo. Prendo atto che con il Suo intervento in Consiglio comunale non aveva intenzione di offendere la categoria dei giornalisti, tuttavia non posso non ribadire che l’invito a “isolare” il collega Davide Milosa, definito “personaggio pericoloso”, è fonte di amarezza, soprattutto perché queste frasi sono state pronunciate da un sindaco e non da un podestà. Attaccare pesantemente e pubblicamente un giornalista sul piano della sua dignità professionale vuol dire anche offuscare il significato dell’art. 21 della Costituzione Italiana.
Con ciò non voglio dire che i giornalisti siano intoccabili: molto più semplicemente, in caso di fraintendimenti o errori – che ovviamente nel nostro lavoro possono sempre capitare – il dialogo fra persone civili resta la migliore delle soluzioni. Non certo quella di mettere alla gogna il presunto “colpevole”.
Auspico dunque, gentile signor Sindaco, che un rapporto corretto, nel rispetto dei ruoli di entrambi, possa essere ripreso con il cronista Milosa. Magari – chiedo troppo? – annunciandolo fra le “varie ed eventuali” del prossimo Consiglio comunale.
In attesa di incontrarLa al più presto, Le invio i miei più cordiali saluti e un augurio di buon lavoro.
Rosi Brandi
Presidente Gruppo Cronisti Lombardi
Milano, 14 gennaio 2008
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Ed ecco che cosa ha risposto il Sindaco Cereda:
Egregio Presidente,
grazie per il tono disteso, che apprezzo e voglio valorizzare.
Accolgo con piacere il suo suggerimento e, nel corso del prossimo Consiglio Comunale, ribadirò che non ho nulla contro il Sig. Milosa (cosa che per altro ho già detto telefonicamente sia a lui sia al suo Direttore) né con i giornalisti che fanno con impegno il loro lavoro. Il mio sdegno va a quella pessima politica che da un lato fornisce alla stampa “veline” bugiarde e, dall’altro, la strumentalizza.
Con i miei migliori saluti,
Il Sidaco
Loris Cereda
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