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PiazzettaVergani.org è un blog curato dal Gruppo Cronisti Lombardi e intende da un lato essere un tributo al collega Guido Vergani scomparso nel 2005 e dall'altro un momento di confronto su temi politici, sociali ed economici.

Giornalisti dipendenti e giornalisti autonomi

I giornalisti, in gran parte lavoratori dipendenti e per il resto lavoratori autonomi meglio conosciuti come freelance, sono da tre anni senza contratto. Le buste paga di quelli dipendenti non conoscono da allora che gli incrementi previsti in vacanza di contratto, i freeelance - che potere contrattuale ne hanno ben poco- non solo non vedono incrementi nei loro compensi, ma li vedono sempre più in ritardo, a 90, 120, 180 giorni.
Evidentemente i giornalisti freelance non sono tra quei fortunati “lavoratori autonomi” che hanno visto incrementate le proprie entrate di oltre il 13% dal 2001.
Ho cercato di capire, attraverso i commenti di illustri colleghi economisti ai dati pubblicati da Bankitalia, come potesse essersi aperta una forbice così ampia tra le due categorie di lavoro. Uno di loro ha scritto e detto che è tutto merito dei condoni fiscali attuati soprattutto durante il governo Berlusconi, altri hanno accennato vagamente a un effetto euro, uno solo ha fatto capire tra le pieghe del suo discorso, che tutto è nato dalla rapidità con cui un autonomo può adeguare verso l’alto le sue tariffe e i suoi prezzi, in modo appunto autonomo. Soprattutto in un Paese come il nostro dove tutte le scuse (dal maltempo alla siccità, dall’aumento del prezzo della benzina alla…diminuzione del valore del dollaro) sono buone per alzare il tiro sui poveri consumatori indifesi e i controlli, sempre promessi, quasi mai riescono a vedere la luce.
Ma gli editori non sono come i consumatori: sono loro che dettano legge sui freelance. Un giovane collega di Como, con moglie e figlio di pochi mesi, ci ha fatto presente che nel mese di dicembre è riuscito a racimolare ben 413 Euro di compensi, pur avendo lavorato praticamente tutti i giorni e ci ha domandato “con che mangio”. Lui non è in grado, autonomamente, di innalzare il suo compenso. Se lo facesse, o soltanto lo chiedesse, segnerebbe definitivamente la sua condanna a non lavorare più.
Allora mi vien voglia di gridare al nostro sindacato, oltre che di darsi una mossa per giungere finalmente alla firma di un contratto dignitoso e senza rinunciare agli scatti di anzianità, di darsene un’altra per dare un po’ di dignità anche ai freelance meno famosi, quelli di provincia in particolare, anche sollecitando i colleghi contruattalizzati a impedire che le amministrazioni dei giornali li paghino 10 centesimi a riga o 5 Euro ad articolo. Se non a un incremento del 13% nei prossimi 5 anni cerchiamo di fargliene raggiungere almeno uno che non abbia l’aspetto di un’elemosina. (g.p)

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