PiazzettaVergani.org
Una voce del giornalismo milanese
PiazzettaVergani.org è un blog curato dal Gruppo Cronisti Lombardi e intende da un lato essere un tributo al collega Guido Vergani scomparso nel 2005 e dall'altro un momento di confronto su temi politici, sociali ed economici.
ABANO E CHIVASSO, CRONISTI SOTTO TIRO DI VESCOVO E GIUDICE
Ad Abano e Chivasso due episodi pericolosi contro i cronisti. Protagonisti un vescovo, quedllo di Padova, e un giudice, quello di Biella. Forte la protesta dell’Unci dei cronisti veneti e piemontesi, dei sindacati dei giornalisti di Venezia e Torino. Ad essa aggiungiamo anche quella dei Cronisti Lombardi.
VESCOVO CACCIA CRONISTA: INTOLLERABILE E INACCETTABILE
Intollerabile e inaccettabile. Non ci sono altri aggettivi per definire quanto successo stamattina nella chiesa di San Bartolomeo a Monterosso di Abano, dove il vescovo di Padova, monsignor Antonio Mattiazzo, in visita pastorale nell’ex parrocchia di don Sante Sguotti, il prete innamorato ridotto allo stato laicale dal Papa, ha cacciato il collega Gianni Biasetto, collaboratore del “Mattino” di Padova.
L’unica colpa ascritta al giornalista è quella di aver fatto il proprio mestiere riportando l’evoluzione di una vicenda che è rimbalzata sulle cronache nazionali e internazionali. Ora la cosa può piacere o non piacere ma siamo in uno Stato laico in cui vigono la libera espressione delle opinioni, il dibattito pluralista e per i giornalisti il diritto-dovere di informare i cittadini in maniera corretta e trasparente nel rispetto delle leggi e della deontologia professionale. Dispiace questo “scivolone” del vescovo di Padova, autorevole riferimento per la società civile tutta con cui a questo punto è necessario un confronto.
Il Sindacato giornalisti del Veneto, con il Gruppo Cronisti Veneti e l’Unione nazionale cronisti italiani, nell’esprimere piena solidarietà a Gianni Biasetto additato al pubblico ludibrio, alla messa della domenica, e umiliato anche nel suo essere cattolico praticante, condanna con fermezza questo episodio. Tanto più grave perché giunto in un momento in cui l’informazione e i giornalisti sono sottoposti a intimidazioni continue ” buon” ultimo il disegno di legge sulle intercettazioni - tese a limitare con pesanti sanzioni penali e pecuniarie, la libertà di informare e il diritto di essere informati.
Il Sindacato giornalisti del Veneto Venezia, 22/6/2008
Il Gruppo cronisti veneti
L’Unione nazionale cronisti italiani
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LA VOCE DI CHIVASSO: LA SOSPENSIONE E’ ABNORME
L’Unione Nazionale Cronisti Italiani, assieme al Gruppo Cronisti Piemonte, è solidale con i colleghi del settimanale locale “La Voce di Chivasso” condannati, con una decisione abnorme, alla sospensione di sei mesi dalla professione.
Il giudice Claudio Passerini del Tribunale di Biella, dopo aver ritenuto i colleghi responsabili di diffamazione ha ritenuto di applicare la pena accessoria della sospensione dalla professione. Un provvedimento abnorme e che in questi termini non ha precedenti perché priva dei professionisti del loro ruolo e dello stipendio per una responsabilità del tutto marginale. I colleghi non sono dei criminali, ma dei giornalisti che hanno riferito in buona fede ciò che è accaduto.
La legge numero 69 del 3 febbraio 1963, che disciplina la professione giornalistica, attribuisce la possibilità di comminare la sanzione della sospensione esclusivamente al Consiglio dell’Ordine dei giornalisti, mentre spetta eventualmente alla magistratura l’interdizione dai pubblici uffici: e questa indicazione è sempre stata rispettata.
L’interpretazione data dal giudice Passerini all’articolo 30 del Codice Penale è quindi sbagliata, fuorviante e in contrasto con la tutela costituzionale della libertà di stampa che non può essere oggetto di autorizzazioni o censure.
Unci e Cronisti piemontesi ribadiscono quindi la solidarietà ai colleghi coinvolti e al loro direttore che, per protesta, ha deciso di far uscire il prossimo numero del suo settimanale con la prima pagina completamente bianca.
La vicenda di Chivasso costituirà uno dei capitoli del Libro bianco sugli “orrori” che i magistrati compiono un po’ in tutta Italia contro i cronisti che l’Unci sta compilando.
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