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PiazzettaVergani.org è un blog curato dal Gruppo Cronisti Lombardi e intende da un lato essere un tributo al collega Guido Vergani scomparso nel 2005 e dall'altro un momento di confronto su temi politici, sociali ed economici.

LA PROCURA DI GENOVA VIETATA AI CRONISTI

Da Senza Bavaglio
Da un mese la procura genovese è sbarrata ai giornalisti. Nelle ultime settimane ci vietano anche di sostare nelle scale tra l’ufficio delle notifiche e il corridoio della procura al nono piano del palazzo di giustizia.
A controllare i nostri passaggi ci sono i poliziotti della procura spesso utilizzati in funzione anti-stampa. La decisione è stata presa dal procuratore capo Francesco Lalla in seguito alle indiscrezioni, intercettazioni e richiesta di misure cautelari legati all’inchiesta mensopoli che fuori Genova non ha fatto troppo rumore, ma qui ha fatto dimettere due assessori e mandato a casa il braccio destro del sindaco. In base a un regolamento è nei poteri del capo della Procura decidere una restrizione nei rapporti con la stampa ma poi dovrebbe nominare un portavoce. E questo non succede.
Lalla ha colto l’occasione anche per eliminare le tensioni fra i procuratori ed eliminare eventuali invidie fra quelli che finiscono sulle pagine dei giornali e quelli no, quelli che hanno indagato sulla polizia e quelli sui manifestanti in occasione del g8 e altre questioni. Come se cacciare i giornalisti potesse essere il rimedio per tutti i guai.
Ordine e Ligure hanno cercato alcune strade: prima hanno informato sindacati, istituzioni locali, giornali della questione senza ricevere solidarietà da nessuno. Il presidente dell’ordine ligure Attilio Lugli che è anche un cronista di giudiziaria ha incontrato Lalla quattro volte tentando una mediazione amichevole. Ma per ora il succo non cambia. I direttori delle testate cittadine o nazionali con pagine su Genova non hanno mai mosso un
dito, nonostante siano proprio i cronisti di palazzo i più danneggiati dal provvedimento. Morale siamo tutti fuori.
Come sapete, parlare con un giudice spesso è fondamentale per dare un’informazione corretta. A volte (per fortuna rare) le forze dell’ordine in conferenza stampa non hanno dato una corretta versione dei fatti. A me è
capitato che una volta un maresciallo titolare di un’inchiesta su una truffa su multiproprietà si vantasse di aver fatto una caterva di arresti. Una parte effettivamente furono fatti da Genova, altri dalla Guardia di finanza
di Torino con arresti in Veneto. Non so se rendo l’idea. L’Ansa fu costretta a rettificare.
Il pm mi disse: dovete sempre passare dalle toghe e chiedere. Consiglio prezioso. Quante volte davanti a un incidente sul lavoro, omicidi, inchieste su inquinamento ambientale la fonte della procura serve per avere un quadro chiaro. Anche perchè il procuratore è l’unico che ha in mano le varie fasi dell’indagine, le varie fonti.
Quindi sfatiamo il mito. I pm non forniscono quasi mai materiale scottante,intercettazioni, chissà quali rivelazioni ma sono sempre per i giornalisti, specie per chi fa cronaca giudiziaria tutti i giorni, una fonte
importantissima. Bloccare ogni contatto temendo la fuoriuscita di notizie non pubblicabili, è ridicolo. Spezza una rapporto consolidato di fiducia e rispetto. Impedisce a un potere (la stampa) il controllo su un altro potere
(quello giudiziario). In una democrazia dovrebbe essere utile ad entrambi.
Alessandra Fava

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