PiazzettaVergani.org
Una voce del giornalismo milanese
PiazzettaVergani.org è un blog curato dal Gruppo Cronisti Lombardi e intende da un lato essere un tributo al collega Guido Vergani scomparso nel 2005 e dall'altro un momento di confronto su temi politici, sociali ed economici.
Fnsi, Ordine e Unci contro l’ipotesi del decreto legge per imbavagliare i giornalisti
Roma, 2 luglio - ”Se il governo farà ricorso al decreto in materia di intercettazioni scenderemo in piazza”, lo ha detto il segretario della Fnsi, Franco Siddi, concludendo l’incontro ‘Etica e diritto di cronaca: no alle censure!’ organizzato dalla Federazione nazionale stampa italiana, dall’Ordine dei Giornalisti e dall’Unione Cronisti.
Alla manifestazione hanno preso parte esponenti dei gruppi parlamentari, magistrati, avvocati, direttori di giornali, rappresentanti della Fieg. Unanime l’allarme nei confronti di un provvedimento che punti a imbavagliare giornalisti e giornali negando ai cittadini il diritto di ricevere notizie e formarsi un’opinione. “Il disegno legge sulle intercettazioni che limita la libertà di stampa è illiberale: lo pensavamo quando lo propose il ministro Mastella, lo pensiamo oggi quando a proporlo è il ministro Alfano”, ha aggiunto Siddi. Il segretario nazionale della Fnsi ha spiegato che i giornalisti italiani sono pronti a intraprendere una mobilitazione di lunga lena per rintuzzare ogni attacco al dovere di informare i cittadini: ”La prima fase di questa battaglia è volta ad informare di più sui rischi contenuti nel disegno legge del governo anche coinvolgendo i direttori e gli editori dei giornali ai quali chiederemo di pubblicare “pagine a scacchiera”, ossia pagine confezionate secondo le norme attuali che consentono un’informazione completa e pagine confezionate alla luce delle norme che si vorrebbero introdurre; la terza fase prevede di andare nella piazze per informare i cittadini”.
Il direttore generale della Fieg, Alessandro Brignone, ha convenuto sulla “pesantezza dell’impatto” che i provvedimenti del governo potrebbero esercitare sull’informazione. “Giornalisti e giornali dovrebbero restare muti fino alla chiusura delle indagini preliminari. Il giudizio negativo sul provvedimento è comune a quello della Fnsi: non possiamo essere d’accordo”. Grave, ha sottolineato Brignone, che adducendo il pretesto di porre rimedio ad un uso distorto delle intercettazioni si imponga lo stop al loro impiego per accertare reati gravi quali l’estorsione, i sequestri di persona, l’usura. Il sistema sanzionatorio, ha aggiunto Brignone, punta a mettere l’editore nella paradossale condizione di impedire di scrivere per non rischiare multe: “Ciò non ha senso ed è necessario farlo capire al governo”.
Il presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, Luca Palamara, ha offerto anche un’indicazione operativa: “Per le intercettazioni bisogna prevedere una udienza stralcio di fronte al giudice dove Pubblico ministero e difesa tolgono dal processo le telefonate penalmente irrilevanti. Limitare le intercettazioni – ha aggiunto Palamara - rischia di limitare la possibilità di scoprire gli autori dei reati: Un paradosso nel momento in cui si enfatizza il tema della sicurezza”.
”Sulle intercettazioni non c’è carattere d’urgenza. Quello del governo è un atteggiamento incomprensibile schizofrenico, non capisco questo ulteriore strappo”, ha detto il ministro ombra della Giustizia, Lanfranco Tenaglia (Pd). “Riteniamo che sia necessaria una legge moderna –ha aggiunto - che non limiti le indagini e il diritto della stampa a informare”.
”Puo’ darsi che dal disegno legge sulle intercettazioni venga separata la parte relativa alla privacy e messa in un decreto”. ha spiegato il presidente della Commissione Giustizia del Senato Filippo Berselli. ”Non credo che il diritto di cronaca possa sconfinare nella violazione della privacy - ha aggiunto Berselli - da parte della Commissione Giustizia del Senato, garantisco che al di la’ dello strumento utilizzato, ci sarà massima interlocuzione con le categorie della stampa italiana”.
**************************************************
INTERCETTAZIONI: DAVANTI AL DECRETO SCIOPERO IMMEDIATO
L’intervento di Guido Columba
Cari Colleghi,
Nel caso in cui, come ha annunciato ieri il Presidente Berlusconi, e ribadito stamani il senatore Berselli, il governo dovesse ricorrere a un Decreto legge per imporre norme che impediscano l’esercizio della cronaca giudiziaria, l’Unci chiede che la categoria attui uno sciopero immediato. Nel senso che lo sciopero sia proclamato subito dopo l’annuncio del varo del decreto legge da parte del Consiglio dei ministri e attuato entro 48 ore. E sia rafforzato da una manifestazione pubblica davanti a Palazzo Chigi.
E’ evidente, infatti, che occorre stare ai fatti e che si deve anche, e scrupolosamente, discutere delle norme e dei tecnicismi. Ma non si può in alcun modo ignorare il fatto che la situazione è eminentemente politica. Parlare solo di norme, punti e virgole (come pure si deve fare) vorrebbe dire cadere nella trappola di discutere nel merito di un provvedimento che in linea politica e teorica si è già accettato.
Se, come siamo tutti d’accordo, il giudizio sull’iniziativa è totalmente negativo perché, con la scusa della privacy, tutela solo pochi potenti danneggiando la generalità dei cittadini, la riposta deve essere in primo luogo politica. Ed è ciò che l’Unci ha cominciato a fare portando la questione nelle piazze: perchè è lì che la gente si accorge che esiste un movimento di opposizione, che sente le nostre argomentazioni, che ci spiega in quali casi non condivide l’operato dei giornalisti.
Tutte le forze e le iniziative che si riesce a mettere in campo, tenendo conto anche della possibile lunga durata della lotta ( ma un decreto deve essere convertito in 60 giorni), sono le benvenute. Ritengo che a parte i comunicati e le manifestazioni in piazza il sindacato dovrebbe anche curare la mobilitazione con assemblee nelle redazioni. Le sinergie tra Fnsi, Ordine e Unci, moltiplicano e rafforzano la lotta.
****************************************************************
Questo il commento a caldo di Rosi Brandi, Presidente del Gruppo Cronisti Lombardi
Sciopero immediato se il Governo dovesse ricorrere a un decreto legge per imporre norme che impediscano ai cronisti di esercitare il loro diritto-dovere d’informare i cittadini: il Gruppo Cronisti Lombardi aderisce e sostiene con forza la proposta del presidente nazionale Unci, Guido Columba, di proclamare un giorno di astensione dal lavoro dei giornalisti italiani entro 48 ore dall’annuncio del varo di un decreto legge in materia di intercettazioni, con manifestazione pubblica davanti a Palazzo Chigi.
Mai come in questo momento è necessario che la categoria sia unita e che ciascun giornalista si impegni in prima persona per difendere la sua autonomia e la sua libertà.
Quello che sembrava un sospetto, infatti, è diventato una certezza: con la scusa di tutelare la privacy di pochi il Governo Berlusconi vuole mettere la sordina alla cronaca giudiziaria danneggiando gli interessi di tutti i cittadini italiani: loro non devono sapere.
Il Gruppo Cronisti Lombardi seguirà con attenzione lo sviluppo di questo preoccupante (e imbarazzante) capitolo della politica italiana, rendendosi disponibile in ogni momento alla mobilitazione.
Proprio allo scopo di informare i cittadini sulle conseguenze di provvedimenti governativi contro le intercettazioni e la libertà di stampa il Gruppo Cronisti Lombardi ha previsto una manifestazione pubblica sabato 19 luglio, con inizio alle 18 in Piazzetta Vergani a Milano (largo La Foppa, ingresso Metropolitana): i cronisti e alcuni ospiti spiegheranno i motivi di questa battaglia durante un aperitivo aperto a tutti i cittadini.
Rosi Brandi
Feed RSS