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PiazzettaVergani.org è un blog curato dal Gruppo Cronisti Lombardi e intende da un lato essere un tributo al collega Guido Vergani scomparso nel 2005 e dall'altro un momento di confronto su temi politici, sociali ed economici.

GIORNALISTI: UNCI,LIBRO BIANCO SU INTIMIDAZIONI PROCURE/ANSA

(di Angela Majoli)
(ANSA) - ROMA- Quaranta perquisizioni compiute dalla
magistratura nei confronti di almeno un centinaio di giornalisti
tra il 2006 e il 2008, un dato in aumento rispetto agli anni
precedenti: e’ l’allarme lanciato dall’Unione nazionale cronisti
nel ‘Libro bianco sui difficili, e a volte burrascosi, rapporti
tra magistratura e cronisti sul fronte del diritto di cronaca e
della liberta’ d’informazione’. Un’iniziativa alla quale
l’Associazione nazionale magistrati guarda con interesse,
rilanciando con il segretario Giuseppe Cascini l’opportunita’ di
”abolire del tutto il segreto investigativo”.
”La magistratura - e’ la denuncia di Guido Columba,
presidente dell’Unci - sta tentando di impadronirsi delle
prerogative dei giornalisti, talvolta con comportamento
persecutorio e intimidatorio: ne abbiamo raccolto tanti esempi
in questa sorta di bestiario che manderemo al Capo dello Stato,
al Consiglio superiore della magistratura e a tutte le procure
d’Italia”. Nel Libro bianco, casi di perquisizioni e
interrogatori a carico di cronisti, spesso solo persone
informate sui fatti (su tutte, spicca la vicenda Abu Omar);
sequestri di materiali (si arriva fino al servizio di Studio
Aperto sul delitto di Perugia, di due giorni fa) poi dichiarati
illegittimi dalla Cassazione; clonazioni di computer;
pedinamenti di cronisti; giornalisti messi alla porta da un’aula
di tribunale in un processo pubblico per il rischio di nuocere
alla salute dell’imputato ‘malato di cuore’; la sospensione
dalla professione per sei mesi inflitta a due cronisti
piemontesi non dall’Ordine dei giornalisti (al quale spettano le
sanzioni disciplinari), bensi’ dal gup di Biella.
La situazione rischia di peggiorare con il disegno di legge
sulle intercettazioni, ”che di fatto abolisce la cronaca
giudiziaria”, accusa il segretario dell’Unci Romano Bartoloni.
Contro quel provvedimento, ricorda il presidente della
Federazione nazionale della stampa, Roberto Natale, ”il 5
novembre i giornalisti manifesteranno a Roma per sottolineare la
centralita’ del ruolo dell’informazione e la nostra contrarieta’
a norme che puntano a limitare la liberta’. Siamo disponibili a
rendere piu’ stringenti i meccanismi di autoregolamentazione
della categoria, ma nel rispetto dell’autonomia dei
giornalisti”.
A rappresentare la posizione della magistratura, il
segretario dell’Anm Cascini e il presidente Luca Palamara. ”E’
il sistema legislativo attuale che e’ radicalmente sbagliato -
sottolinea Cascini - perche’ il segreto d’indagine, accompagnato
al divieto di pubblicazione degli atti, crea un sistema
totalmente irrazionale che si presta ad abusi ed errori. I
giornalisti, infatti, in un certo senso subiscono le notizie
dalla fonte che le fa uscire e questo mortifica il loro ruolo di
darle autonomamente”. Cascini e’ convinto che andrebbe ”del
tutto abolito il segreto investigativo, mantenendolo soltanto
quando e’ necessario tutelare la privacy delle persone coinvolte
o nel caso in cui ci sia un’effettiva necessita’ investigativa.
Salvo che in queste occasioni, la regola generale dovrebbe
essere il libero accesso agli atti”.
Secondo Palamara, ”e’ necessario trovare un punto di
equilibrio tra gli atti coperti dal segreto e quelli non coperti
dal segreto. Nel momento in cui cade la segretezza dell’atto,
non c’e’ motivo per non pubblicarlo. In ogni caso valuteremo con
interesse questo Libro bianco: assumersi il ruolo di censore
della stampa - conclude - non e’ la linea dell’Associazione
nazionale magistrati”. (ANSA).

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