PiazzettaVergani.org
Una voce del giornalismo milanese
PiazzettaVergani.org è un blog curato dal Gruppo Cronisti Lombardi e intende da un lato essere un tributo al collega Guido Vergani scomparso nel 2005 e dall'altro un momento di confronto su temi politici, sociali ed economici.
Rifiuti, dove andremo a finire? Incontro al Museo della Scienza e della Tecnologia

Dove finiscono i rifiuti che produciamo e come vengono trattati?
Che cos’è la gestione integrata dei rifiuti a Milano?
Che cosa può fare ognuno di noi per diminuire i rifiuti e aiutare lo smaltimento?
Attraverso attività sperimentali nei laboratori interattivi (i.lab Metalli, i.lab Chimica & Materie
plastiche, i.lab Carta, i.lab Energia & Ambiente), visite guidate nelle sezioni Ciclo di vita dei prodotti
ed Energia e un incontro con esperti riflettiamo sul tema dei rifiuti e cerchiamo di capire in che
modo ciascuno di noi può contribuire nelle scelte di ogni giorno.
L’appuntamento fa parte del programma
FATTI UN’OPINIONE. RIFLETTERE, CONFRONTARSI,
SPERIMENTARE PER DIVENIRE CONSAPEVOLI. LE TUE DOMANDE E LE PAROLE DEGLI ESPERTI.
PROGRAMMA DELLE ATTIVITÀ
INCONTRO CON GLI ESPERTI
ore 16, Sala delle Colonne
durata 1 ora 30 min. circa, da 15 anni, fino a esaurimento posti
Mario D’Aversa
Responsabile Marketing Amsa
Umberto Bancale
Consulente Ambientale Amsa
Teresa Borgonovo
Ecosportello Legambiente
Chiara Morbidini
Ufficio Comunicazione CONAI
ATTIVITÀ SPERIMENTALI
dalle ore 11 alle 15
durata 45 min., con prenotazione all’infopoint all’ingresso del Museo il giorno della visita
• Dove ti butto?
ore 11 e 15, da 15 anni, sezione ciclo di vita dei prodotti e i.lab metalli
Una buona raccolta differenziata permette un buon riciclaggio. In laboratorio sperimentiamo
alcuni momenti della lavorazione di metalli e plastiche. In sezione seguiamo il viaggio degli
oggetti da buttare dal bidone alla filiera del riciclo.
2
• La natura produce rifiuti?
ore 11 e 14, da 8 anni, i.lab chimica & materie plastiche
Sperimentiamo le reazioni chimiche e biologiche che in natura permettono il riciclo dei rifiuti e
utilizziamo i batteri per trasformare la spazzatura in terreno fertile.
• La carta si può riciclare all’infinito?
ore 12 e 15, da 15 anni, i.lab carta
Scopriamo quali sono gli ingredienti per produrre carta riciclata e che cosa succede alle fibre di
cellulosa durante la lavorazione. Utilizziamo carta da macero e sperimentiamo le operazioni di
pulitura, spappolamento, feltrazione, pressatura e asciugatura per produrre nuovi fogli.
• C’è energia dentro ai rifiuti?
ore 12 e 14, da 15 anni, sezione energia e i.lab energia & ambiente
Con un gioco, un esperimento e quattro oggetti storici scopriamo come si ottiene energia dai
rifiuti e quale tipo di impianti permette di farlo. Esploriamo la differenza tra termovalorizzatore
e altre centrali energetiche e scopriamo che l’Italia è stata pioniere dell’efficienza energetica.
Nell’ambito della sesta edizione del progetto La Primavera della Scienza.
Informazioni: www.museoscienza.org | info@museoscienza.it | T 02.48.555.1
TORNA “UNA NOTTE AL MUSEO” IL 24 MAGGIO A MILANO


Che cosa succede di notte al Museo della Scienza e della Tecnologia quando tutte le luci si spengono? Accadrà come nel film (nella foto la locandina) che dell’iniziativa fu l’ispirazione e che tanto successo continua a riscuotere?
Torna “Notte al Museo”, l’appuntamento più atteso per grandi e piccoli che vogliono scoprire l’anima nascosta e affascinante del Leonardo da Vinci di Milano con una nuova e divertente animazione: un viaggio emozionante alla scoperta di luoghi e segreti custoditi nel vecchio monastero olivetano che oggi ospita il Museo.
Il programma è rivolto alle famiglie con bambini di età compresa tra i 6 e i 12 anni.
È possibile effettuare la prenotazione, che è obbligatoria, fino a venerdì 16 maggio dalle 14.00 alle 16.00 al numero 02.48.555.330.
Chiostro in Fiera al Museo Diocesano di Milano dal 16 al 18 maggio

Museo diocesano in festa per 3 giorni da venerdì 16 a domenica 18 per una iniziativa che intende avvicinare sempre di più i milanesi a questa importante struttura culturale. Che cosa si potrà trovare in questa occasione? Roseti, con la esposizione delle varietà più affascinanti, arredi da giardino, momenti musicali con gli Antiquocanto, gioielli, gemme, tessuti, ricami, costumi, il tutto con contorno di appuntamenti conviviali di altissima qualità, in gran parte dedicati all’Abruzzo, curati da Slowfood. Tutte le informazioni su orari e prezzi dei convivi sul sito www.museodiocesano.it, e al numero telefonico 02 89420019.
LA POSIZIONE DELL’UNCI SULLA CARTA DI ROMA
(23 aprile 2008) Il Consiglio Nazionale della Fnsi ha approvato la “Carta di Roma”. La posizione dell’Unione Nazionale Cronisti è stata illustrata ai colleghi dal presidente Guido Columba con una lettera di cui riportiamo il testo.
“Cari Colleghi, nella giornata di ieri il Consiglio Nazionale della Fnsi, con 4 astensioni, ha approvato la “Carta di Roma”, che reca il sottotitolo di “Protocollo deontologico concernente richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti”.
L’identico testo verrà presto discusso dal Consiglio Nazionale dell’Ordine. Quando sarà approvato, la Carta verrà presentata formalmente.
La Carta è nata su pressioni del Commissariato dell’Onu all’indomani del giallo di Erba nel quale l’informazione mostrò qualche sbandata. La sua definizione si è protratta per oltre un anno. Il testo “invita” i giornalisti a “osservare la massima attenzione nel trattamento delle informazioni”, annuncia attività di formazione e seminari di studio, costituisce un Osservatorio sull’evoluzione del modo di fare informazione.
Nel comitato scientifico costituito dalla Fnsi, e poi ieri nel Cn della Federazione, l’Unci ha sostenuto che la professione giornalistica è regolamentata dall’art 21 della Costituzione, dalla legge costitutiva dell’Ordine e dalla legislazione civile e penale. Non vi è quindi motivo per ulteriori testi che tendono tutti, inevitabilmente, a limitare libertà e autonomia del giornalista, e rischiano di fornire armi contro i cronisti nei ricorsi alla magistratura civile e penale. Ho esplicitamente affermato che, in questo senso, l’azione dell’Unci è stata, e sarà nell’Osservatorio, quella di perseguire la “riduzione del danno”, che c’è in buona parte già stata poiché il testo portato all’approvazione del Cn è molto differente, in meglio, da quello sul quale si è discusso per mesi.”
Cronisti Usa in fuga dalla professione
Leggo su Magazine, il settimanale del Corriere della Sera , un breve
servizio a firma Marco Pratellesi dal titolo “Cronisti in fuga” (28
febbraio 2008). Riassumo per comodità del lettore. Secondo una ricerca
condotta da Scott Reinardy, professore di giornalismo alla Ball State
University, che ha analizzato un campione di 770 redattori, il 74 per cento
dei giornalisti americani sotto i 35 anni è insodisfatto del proprio lavoro.
Motivo principale: la scarsa soddisfazione professionale ed economica.
Seguono la stanchezza di dover fare sempre le stesse cose e il cinismo che
sempre più spesso sarebbe necessario sia per “rimanere a galla” sia per
“portare a casa” il servizio.
Dunque in Usa i giornalisti sarebbero stanchi, stressati, sottopagati.
Addirittura il 25 per cento dei giornalisti americani interpellati,
indipendentemente dall’età, vorrebbe cambiare lavoro. Percentuale che
curiosamente sale al 31 per cento tra gli under 35. “Che la professione sia
diventata meno appetibile - prosegue Pratellesi su Magazine - lo conferma
anche il Center for disease control. L’ente Usa che monitorizza le
principali cause di malattia, ha inserito il giornalismo al settimo posto
nella classifica dei lavori più stressanti e logoranti”. E’ evidente che la
depressione professionale può trasformarsi in scarsa qualità del lavoro e,
di conseguenza, in scarsa qualità del servizio reso alla collettività.
“Ragion per cui - conclude Pratellesi - l’insoddisfazione dei giornalisti
dovrebbe preoccupare anche gli editori (…) La qualità ha bisogno di
entusiasmo e per avere entusiasmo occorre almeno divertirsi in quello
che si fa”.
DA “SENZA BAVAGLIO” inviato da massimo.piccaluga@libero.it
MILANO SELVATICA:UNA GUIDA DELLA LIPU

La Lipu, Lega Italiana Protezione Uccelli, in collaborazione con il Garante per la tutela degli animali del Comune di Milano (Piazza Duomo 21, tel. 02 88464557/67700), ha in distribuzione un’ interessante guida “Milano Selvatica, Guida alla scoperta degli animali che vivono a Milano”. Quarantaquattro pagine che illustrano l’Ecologia Urbana, Gli ambienti e pagina per pagina, con belle illustrazioni, presentano le schede degli animali rintracciabili nel territorio milanese: dal rospo smeraldino al biacco, dal gheppio al cuculo, dall’allocco al picchio rosso maggiore, dal codirosso spazzacamino al riccio, al pistrello albolimbato. Non si può non restare sorpresi da un così alto numero di specie “cittadine” e ancor più dalle tre pagine dedicate alle curiosità: leggasi la presenza di un tasso in via Bassini e quella di un cervo nella zona di Bresso.
Intanto sempre la Lipu, in attesa della costituzione di una sua sezione milanese, organizza tre interessanti incontri in collaborazione con il Museo di Storia Naturale di Corso Venezia 55.Il primo si svolgerà il 13 marzo alle ore 21, a ingresso libero. Tema “Il paesaggio italiano a volo d’uccello, a bordo din un pallone aerostatico”, relatore Marco Majrani. Secondo incontro il 17 aprile sul tema “Le stagioni nei silenzi del Trentino” e “L’uomo e l’ambiente rurale padano dagli anni Settanta a oggi”, relatore Sergio Mazzola. Ultimo incontro il 15 maggio sul tema “Natura in Italia” e “Acqua, vita della montagna”, relatore Norio Andriollo.
Per qualsiasi segnalazione e informazione può essere contattato il signor Costante Cavallaro, referente Lipu, al numero 347-1132164.
Gli italiani e l’Europa secondo Bruno Bozzetto
Bruno Bozzetto è uno dei nostri maggiori cartoonist. In questi giorni sta circolando su Internet un suo breve filmato dedicato agli italiani in Europa.
Chi volesse vederlo può cliccare su
http://tcc.itc.it/people/rocchi/fun/europe.html
BERLUSCONI E VELTRONI D’ACCORDO CONTRO I GIORNALISTI
Grido di allarme dell’Unione Nazionale Cronisti Italiani contro le voglie liberticide di Berlusconi e di Veltroni. Che, nella campagna elettorale appena avviata, marciano assieme sulla via della riesumazione del peggio del ddl Mastella morto e sepolto con la fine anticipata della legislatura e che avrebbe dovuto imporre il totale black-out sulle intercettazioni a scapito della libera informazione sui fatti e misfatti del sistema dei poteri.
In pratica, nei programmi di entrambi i leader si ribadisce il proposito, sotto le mentite spoglie della difesa dei diritti dei cittadini e della tutela delle indagini, di mettere la sordina sulle più inquietanti inchieste giudiziarie di ieri, di oggi e di domani. Invocando il segreto assoluto sulle indagini preliminari, e quindi sulle intercettazioni, fino alla consumazione dei processi snaturando così l’attuale codice di procedura penale, e minacciando pesanti sanzioni e il rischio della galera per i giornalisti, si persegue l’obiettivo di sottrarre al giudizio dell’opinione pubblica scandali come tangentopoli, bancopoli, calciopoli ecc ecc.
Nel presentare oggi il programma del Pdl, Berlusconi ha annunciato, fra i primi atti di un suo eventuale governo, la promozione di un ddl con il divieto di diffusione delle intercettazioni telefoniche ed ambientali.
Nel comma b del punto 4 “diritto alla giustizia giusta”, il programma del Pd, presentato giorni addietro da Veltroni, propone “il divieto assoluto di pubblicazione di tutta la documentazione relativa alle intercettazioni ecc.” e di “determinare sanzioni penali e amministrative molte più severe delle attuali”.
IL CEMENTO INCOMBE SUL PARCO DELLE CAVE
http://www.partecipami.it/?q=node/3932/4757&single=1
Un saluto cordiale a tutti.
Di seguito un documento di sintesi per la problematica riguardante il cemento che incombe sul Parco delle Cave.
La sintesi - che abbiamo concordato per essere presentata alle Istituzioni - è relativa alla salvaguardia ambientale del Parco delle Cave, insignito del titolo “Tesoro del Mondo” FWT-UNESCO ed è stata realizzata dal gruppo di consiglieri zonali, volontari e cittadini che segue da anni l’emergenza
PII Marchesi Taggia - Parco delle Cave e che ha voluto identificarsi nel Comitato spontaneo Salvaguardia Ambiente.
Grazie per l’attenzione.
Massimo de Rigo
Oggetto: IL CEMENTO INCOMBE SUL PARCO DELLE CAVE
Nella Zona 7 ad ovest di Milano, in fondo alla via Pompeo Marchesi, numerosi cittadini chiedono informazioni davanti agli enormi cantieri, rimanendo increduli su quello che si sta costruendo all’ingresso del Parco delle Cave da Quarto Cagnino, un quartiere gia’ provato dalla muraglia
delle enormi case Gescal che negli anni ’70 ne ha sconvolto la fisionomia rurale e l’antico carattere storico.
Si tratta del PII Marchesi Taggia ora denominato sulla cartellonistica ufficiale “PII PARCO DELLE CAVE”, termine contradditorio poiché un PII (Programma Integrato d’Intervento) nasce per bonificare un ambiente degradato e NON per sostituirsi a spazi di verde in parte privati e in parte pubblici.
Due sono i comparti:
1. il comparto B
( http://www.partecipami.it/files/PdC+PII.jpg )
in corrispondenza del bosco distrutto del Marcionino, ha i cartelli del Comune di Milano e Provincia di Milano con l’indicazione rispettivamente:
( http://www.partecipami.it/files/1.-cantiere_PII_14.6.jpg )
- PERMESSO DI COSTRUIRE 9982 del 11 dicembre 2006 - edificio B1
In questo comparto la costruzione e’ in fase attiva;
- PERMESSO DI COSTRUIRE 9980 del 11 dicembre 2006 - edificio B2
In questo comparto si sta lavorando con scavi in profondità.
2. Il comparto A (immediatamente a ridosso dell’area naturalistica) riportava ancora recentemente la dicitura:
- BONIFICA AREA V. POMPEO MARCHESI (termine lavori 23 maggio 2007) ma appare attualmente fermo.
Se ci è concessa ancora la libertà di esprimerci contro le cementificazioni, abbiamo il dovere di evidenziare che il PII Marchesi Taggia non è uno dei tanti Programmi di Intervento standard di Milano.
Quelli sottoindicati sono solo alcuni dati ricavati dal progetto planivolumetrico approvato a Palazzo Marino nel febbraio 2006 - in seconda convocazione e con la maggioranza divisa - appena prima delle elezioni comunali:
1. l’incredibile contiguità con l’area naturalistica del Parco delle Cave: il PII Marchesi Taggia è a ridosso dell’oasi lacustre floro-faunistica più pregiata e quasi interamente dentro la fascia di rispetto dei 300 metri dalle cave sorgive Casati e Ongari Cerutti;
2. l’enorme volumetria della cementificazione (112.000 mcubi) ha un altissimo indice di utilizzazione del territorio (U.T. 0,72) solitamente proponibile su un’area degradata e isolata da ogni contesto naturalistico;
3. la costruzione dei due primi lotti B1 e B2 ha violentemente ‘cancellato’ nel silenzio l’antico bosco del Marcionino
( http://www.partecipami.it/?q=node/3003/2624&single=1 )
( http://www.partecipami.it/files/area-marcionino_07.jpg )
4. è pianificata la distruzione di aree verdi private che costituiscono la porzione preponderante del PII, ma anche lo stravolgimento di superfici gia’ pubbliche (il 20%, cioé 12.000mq sono gia’ patrimonio comunale e NON privato, come si evince dal sito del Comune)
( http://www.partecipami.it/files/5.-casa_nel_bosco2006.jpg )
( http://www.partecipami.it/files/Bosco_del_Marcionino_fly2.jpg )
5. queste le sue dimensioni: palazzoni alti fino a 28,5 metri, equivalenti all’altezza di 9 piani, in due comparti lunghi 125 metri, profondi 65 e con una sezione trasversale di 22, il doppio rispetto alle costruzioni del vicino quartiere;
( http://www.partecipami.it/files/ricostruzione3D.jpg )
6. il progetto contempla un centro commerciale alto mt 23,5 (l’altezza usuale di un palazzo di sette piani);
7. il traffico veicolare che ne consegue è di 1.000 auto giornaliere in un punto strategico per tutto l’ecosistema del Parco delle Cave;
8. saranno sacrificate altre aree verdi pubbliche, quali ilpercorso “storico” presente sulle mappe del Catasto Teresiano del 1722: il progetto prevede infatti una strada a doppio senso al posto del sentiero alberato che costeggia l’alveo dell’antico fontanile Marcionino, prezioso poiché legato alle miracolose guarigioni di don Giuseppe Gervasini, meglio conosciuto come “Pret de Ratanà”, popolare guaritore ed erborista della storia milanese.
( http://www.partecipami.it/misc/SentieroMarcionino.jpg )
Per questi dati e per la sua invasività su tutto il compensorio del Parco delle Cave – insignito del titolo “Tesoro del Mondo FWT-UNESCO ( http://www.fwtunesco.org ) – il PII PARCO DELLE CAVE esigerebbe un oggettivo e rigoroso approfondimento da parte di tutti
gli Enti coinvolti.
I 112.000 metri cubi di cemento e le mille auto giornaliere del PII PARCO DELLE CAVE, a ridosso dell’oasi naturalistica del Parco delle Cave,resteranno una sconfitta collettiva, che ha escluso la globalità della cittadinanza da una scelta motivata come “riqualificazione ambientale” per
privilegiare una minoranza.
L’iter del nuovo quartiere, sin dall’inizio, ha frantumato l’unità delle associazioni del Parco delle Cave dividendo un gruppo prima compatto nella sua difesa.
Questa divisione è poi proseguita, con le medesime associazioni compiacenti al PII Marchesi Taggia, nel distruggere l’unità di gestione del Parco delle Cave, prima affidata ad ItaliaNostra ed oggi molto confusa.
Questi i quesiti che sottoponiamo alla Pubblica Amministrazione per un’attenta analisi e un’adeguata risposta:
1. Questo nuovo quartiere di oltre mille abitanti - ad imbuto sulle cave e senza sfoghi poiché a ridosso delle aree lacustri - come sarà strutturato con un adeguato flusso viabilistico?
2. E’ ammissibile lo stravolgimento viabilistico di tutto il traffico veicolare di Quarto Cagnino, già tortuoso e spesso intasato?
3. Quale alternativa all’imbuto del sentiero del Marcionino, in casi di emergenza?
4. Il nuovo quartiere porterà l’impatto di auto, caldaie, condizionatori e di una barriera di cemento sugli habitat del Parco delle Cave: quali gli effetti previsti sul delicato contesto attiguo e protetto, rara oasi ancora respirabile di Milano e sugli stormi migratori che la sorvolano da sempre?
5. Con quali criteri paesaggistici sono stati concessi i permessi di costruire a ridosso di un percorso riconosciuto come di grande interesse paesistico?
6. Come si può pretendere di fare pagare all’intera collettività il vantaggio di pochi? Quali gli interventi per mitigare e compensare adeguatamente l’oggettiva invasività di questo Programma Integrato di
Intervento, nel momento in cui Milano viene indicata dal premio Nobel per la Pace Al Gore come “una delle città più amiche dell’ambiente in Europa e nel mondo”?
COMITATO SPONTANEO SALVAGUARDIA AMBIENTE
Altre notizie e approfondimenti sul web:
( http://www.partecipami.it/?q=node/3003 )
( http://giacosilvia.iobloggo.com/archive.php?eid=7 )
( http://www.muggiano.it/RILE/ArchivioPDF/Aprile-06-B_R.pdf )
( http://www.corriere.it/vivimilano/caso_del_giorno/articoli/2007/01_Gennaio/25/caso.shtml )
( http://archiviostorico.corriere.it/2007/marzo/09/Parco_delle_Cave_via_lavori_co_7_070309048.shtml )
( http://www.milanofree.it/forum/viewtopic.php?f=5&t=1501 )
( http://www.corriere.it/vivimilano/forum/vivimilano/Thread?forumid=16&postid=128549 )
( http://www.corriere.it/vivimilano/forum/vivimilano/Thread?forumid=16&postid=135839 )
Oliverio Gentile su venerdì 25 gennaio 2008 alle 22.14 +0000 ha scritto:
Dalla discussione “il cemento incombe sul Parco delle Cave”
http://www.partecipami.it/?q=node/3003
della “Linea Diretta con il Consiglio di Zona 7″
http://www.partecipami.it/consigliozona7
di www.partecipaMi.it, riporto:
“Come distruggere un’oasi di verde urbano meravigliosa.”
http://www.partecipami.it/?q=node/3003/4616&single=1
Come distruggere un dei rarissimi Tesoro del Mondo milanese: un’oasi di verde urbano meravigliosa, esempio unico milanese di ambiente naturalistico che unisce storia, habitat, fauna stanziale e migratoria assieme alla fruizione pubblica?
Semplice.
Parrebbe sia sufficiente progettare un quartiere con il massimo indice di edificabilita’ (quello che si da’ in un’area degradata e isolata da ogni contesto naturalistico) non importa se e’ incuneato per tre lati su quattro nell’oasi naturalistica del Parco delle Cave, non importa se oltre la meta’ dell’area (oggettivamente ex-industriale dismessa, anche se non invasiva, poiche’ nascosta dalla vegetazione) e’ verde di antica data: la formuletta vincente e’ spartirlo in modo trasversale ed equo, esattamente
meta’ in edilizia convenzionata (coperativa) e l’altra meta’ in edilizia privata.
Con questo sistema si zittiscono tutti, ambientalisti di facciata compresi, che magari spostano le loro invettive (e relativi mass media, quindi l’opinione pubblica) su innocue villette dalla parte opposta in
costruzione al posto di capannoni dimessi, oppure su un quartiere di prossima edificazione, a Calchi Taeggi, in un’area fatiscente e densa di rifiuti tossici di antica data, nella distante Lorenteggio…
Si tratta del PII Marchesi Taggia, ora denominato ufficialmente “PII PARCO DELLE CAVE”, termine contradditorio poiché un PII (Programma Integrato) nasce per bonificare un ambiente degradato e NON per sostituirsi a spazi di verde.
Ricordo questi dati (che vorremmo smentiti) tratti dal progetto planivolumetrico approvato a Palazzo Marino appena prima delle elezioni comunali:
- il PII Marchesi Taggia e’ a poche decine di metri, anzi e’ a ridosso dell’oasi naturalistica e quasi interamente dentro la fascia di rispetto dei 300 metri dalle cave sorgive Casati e Ongari Cerutti
- l’enorme volumetria della cementificazione (112.000 mcubi) ha il massimo indice di edificabilita’
- la costruzione dei due primi lotti B1 e B2 ha ’sacrificato’ (nel silenzio assordante dei cosiddetti amici del verde) l’antico bosco del Marcionino ( http://www.partecipami.it/?q=node/3003/2624&single=1 )
- saranno sacrificate altre aree verdi gia’ pubbliche (il 20%, cioe’ 12.000mq sono gia’ PATRIMONIO PUBBLICO e NON PRIVATO) come il percorso “storico” presente sulle mappe del Catasto Teresiano del 1722: il sentiero alberato che costeggia l’alveo dell’antico fontanile Marcionino, quello legato alle miracolose guarigioni del Pret de Ratana’, al secolo don Giuseppe Gervasini.
Queste le dimensioni del PII PARCO DELLE CAVE:
- palazzoni alti fino a 28,5 metri, equivalente all’altezza di 9 piani, in due comparti lunghi 125 metri, profondi 65 e con una sezione trasversale di 22, il doppio rispetto alle costruzioni del vicino quartiere
- un enorme parcheggio al centro
- traffico veicolare previsto di 1.000 auto giornaliere in un punto strategico per l’ecosistema del Parco delle Cave
- un centro commerciale alto 23,5 metri…
Riassumendo in dati freddi ma lampanti:
- 112.000 mcubi di cemento
- 400 appartamenti
- 1200 abitanti
- 1000 auto quotidiane (alla faccia dell’ecopass)
- un centro commerciale…
I lavori dell’enorme cantiere procedono alacremente nei lotti B1 e B2, mentre persiste il mistero che circonda il PII PARCO DELLE CAVE.
La Regione Lombardia aveva fissato paletti precisi, a suo tempo, cosi’ come la Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici, ma pare che in Italia passi di tutto, basta avere gli ‘amici’ giusti e anche se tutte le arte non sono corrette c’e’ sempre qualcuno disposto a chiudere uno o due occhi.
Parrebbe che tutta questa strana e misteriosa edificazione non debba essere divulgata… a differenza del PII Calchi Taeggi di cui si sono pubblicamente visionati progetti tridimensionali e modelli inseriti nel
contesto urbanistico.
Si accettano consigli e commenti che chiariscano questa vicenda e diano ossigeno.
Massimo de Rigo
I PROBLEMI DELL’ADOLESCENZA A “L’AMICO CHARLY”
“I pode, you tube e noi?”. Non è un indovinello, ma il titolo curioso per una delle conferenze del ciclo “Sopravvivere all’adolescenza” organizzata dalla Onlus l’Amico Charly nella sue sede di via Marco Polo 4 a Milano. Gli incontri, cinque in tutto dal 25 febbraio al 22 maggio, si propongono di rispondere alle domande che nascono spontaneamente nei genitori nella fase dell’adolescenza dei propri ragazzi. “Perché gli adulti, e i genitori in particolare - spiega l’invito alle conferenze - si trovano spesso in difficoltà nel decifrare e affrontare atteggiamenti dei ragazzi. Vorrebbero capire cosa è meglio fare e come trovare un equilibrio tra paura di sottovalutare i segnali di disagio e timore di esagerare e di riversare le proprie ansie sui giovani, in particolare sui figli”.
La prima conferenza si svolgerà lunedì 25 febbraio e si intitola “Scuola: rimandata a settembre?”,sarà tenuta dai professori Dutto e Viganò. il 10 marzo il professor Rivoltella affronterà il tema “I pode”, il 7 aprile toccherà al professor Ceretti illustrare la prospettiva della mediazione nell’ambito della più vasta cornice “Adolescenti e violenza familiare”. Claudio Risé il 12 maggio si cimenterà con “il mestiere di padre”; chiuderà il ciclo Zucca Alessandrelli con “Lo sballo a tutti i costi”.
Maggiori informazioni sul sito www.amicocharly.it - info@amicocharly.it.
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